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RETE CITTA’ METROPOLITANA

Rete Città Metropolitana

La città di Napoli negli ultimi decenni si è espansa in maniera continua, spesso disordinata, unendosi in più punti con i comuni limitrofi in conurbazioni senza soluzione di continuità che hanno in pratica saldato tanti piccoli e medi comuni tra loro, rendendo impraticabile ogni possibilità di pianificare uno sviluppo organico. Queste conurbazioni, nate distruggendo i centri storici e antropizzando in modo incontrollato le periferie, non hanno più alcuna identità, composte come sono soprattutto da vaste aree abitative e industriali (queste ultime spesso dismesse) e da centri commerciali.

A questo si aggiunga che la società campana presenta elementi di grave criticità: ad un quadro economico ed occupazionale molto pesante, si aggiungono una allarmante disgregazione del tessuto sociale e l’arretramento continuo e inesorabile degli standard di vivibilità civile.

Le conurbazioni selvagge, ma anche la frammentazione, le discontinuità e le lacerazioni che presenta il territorio regionale sono in qualche modo la conseguenza spaziale e visibile della disarticolazione sociale che si è prodotta nella nostra regione. Assistiamo da anni ad un progressivo indebolimento di quel sentimento del vivere insieme che è fondamento della civiltà urbana.

Dal punto di vista della pianificazione territoriale, le macro-aree contraddistinte dalle conurbazioni di cui si è detto, (l’area nord da Giugliano a Nola, la flegrea, la vesuviana e la torrese-stabiese) rappresentano già le prime sommarie ripartizioni, geograficamente e urbanisticamente identificabili, in cui è divisa la Città Metropolitana.

Un’analisi del territorio maggiormente definita può però ancora identificare, all’interno di queste macro-aree, alcune sotto-aree, ovvero delle cellule urbanistiche autoconsistenti (“Città funzionali”), unità riconoscibili e coerenti composte da cluster di Comuni per i quali è possibile immaginare funzioni amministrative e urbanistiche condivise e servizi comuni. Un esempio è dato dal territorio a nord est attraversato dall’Asse Mediano, in cui i comuni che vanno da Aversa-Giugliano a Nola-Pomigliano possono pensare al proprio territorio come ad una metropoli virtuale ora disarticolata in tante unità amministrative che invece dovrebbero essere accomunate in una pianificazione sovracomunale per quanto riguarda risorse e servizi.

La razionale aggregazione di gruppi di comuni in “Città funzionali” ritagliate all’interno delle conurbazioni, non solo renderebbe possibili interventi strutturali per la riqualificazione urbanistica e territoriale, ma incoraggerebbe i diversi enti locali che ne fanno parte a coordinare le proprie azioni per proporre ‘dal basso’ ipotesi di sviluppo dell’area di  proprio interesse, oltre a recuperare valori importanti come l’identità storico-sociale e l’appartenenza territoriale.

Il processo che porterà all’attuazione della Città Metropolitana, dovrà quindi fondarsi su una visione che veda al centro sia le conurbazioni che le “Città funzionali” all’interno di esse. Il governo di questo è processo demandato agli organi istituzionali competenti, ma dalla società civile organizzata, come la Fondazione AdAstra con la sua Rete Urbanistica e Territorio, dovranno nascere iniziative di sensibilizzazione e di discussione ai diversi livelli, accademici, istituzionali, tecnici.

Le politiche urbanistiche che la Rete intende sostenere si fondano su queste basi, e saranno formulate da un Comitato Tecnico che dovrà assicurare lo scambio di informazioni e la messa in atto di studi, ricerche, convegni, seminari e progetti. Ciò dovrà possibilmente portare alla definizione delle linee guida di un Piano Regionale Strategico per lo Sviluppo Territoriale Locale, e all’attuazione delle stesse, all’interno del quadro amministrativo-istituzionale della Città Metropolitana.

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