Manifesto della Fondazione

La società campana presenta elementi di grave criticità: ad un quadro economico ed occupazionale molto pesante, si aggiungono una preoccupante disgregazione del tessuto sociale e l’arretramento continuo e inesorabile degli standard di vivibilità civile.

Per contrastare questo declino, serve un forte impegno da parte di ogni segmento della società campana. Ciascuno deve sentirsi chiamato ad una forte assunzione di responsabilità, e collaborare a costruire le condizioni per un dialogo continuo e proficuo tra le istituzioni, le imprese, le Università, le risorse professionali, le organizzazioni che operano nel sociale, i singoli cittadini.

Su queste premesse ha origine la Fondazione AdAstra.

In essa sono attesi a contribuire tutti quei soggetti che possono offrire un concreto sostegno di idee e di iniziative su temi cruciali per la nostra Regione: politiche giovanili, istruzione e formazione, economia e lavoro, cultura, sanità, terzo settore, tutte questioni che sono inscindibilmente legate le une alle altre, in un contesto regionale che appare ormai un unico, enorme contenitore e moltiplicatore di disagio sociale. Particolarmente allarmante è la mancanza di prospettive per i giovani campani, che alla fine degli studi superiori o universitari sono costretti a cercare un lavoro e un futuro fuori regione o all'estero.

Questo fenomeno, sempre più esteso, sta impoverendo gravemente il tessuto sociale regionale, privandolo della sua vera grande ricchezza, le nuove generazioni e della speranza di avere una classe dirigente di qualità nei prossimi decenni.

Questo tema è praticamente assente da sempre dall'agenda politica. E' come se tutti questi ragazzi siano stati finora invisibili, e insieme a loro siano ignorate le virtù civiche (decoro, laboriosità, dignità, responsabilità individuale, affidabilità) che silenziosi e pazienti essi e le loro famiglie testimoniano. Eppure, se si potessero contabilizzare, da un lato, l'impegno dei giovani nel portare a termine studi spesso di alto livello, i sacrifici (economici e non solo) delle loro famiglie e le risorse pubbliche dedicate alla loro formazione, e dall’altro, il capitale umano e professionale che emigra fuori regione, con conseguente mancato ritorno per la Campania degli “investimenti” in termini di valore aggiunto di competenze e di qualità del tessuto sociale, ci troveremmo di fronte a un deficit di proporzioni spaventose e avremmo finalmente l'idea della gravità dell'emergenza sociale e culturale, prima che economica, che abbiamo di fronte.

Bisogna perciò operare perché vi sia una svolta nelle politiche pubbliche, come anche nelle iniziative private che hanno a cuore questi temi: prima di tutto devono essere allargati i confini di ciò che fino ad ora è stato considerato l’ambito del disagio sociale (e quindi oggetto di interventi pubblici e privati), fino ad includervi sistematicamente questi temi.

Se non si farà nulla per dare una prospettiva ai nostri giovani in questa regione, incentivandone l’impegno e premiandone il merito, qualsiasi politica di sviluppo per la Campania è destinata a fallire: ogni idea, ogni programma, ogni iniziativa deve partire dalla centralità di questo problema.

La Fondazione AdAstra nasce pertanto con lo scopo primario di promuovere e realizzare iniziative a favore dei giovani e delle loro famiglie che si trovano in condizioni di disagio sociale, economico ed occupazionale, per valorizzarne le potenzialità e ridare vigore al tessuto economico, culturale e sociale della Regione Campania.

L’evento cardine, il momento di sintesi delle attività della Fondazione AdAstra è il Premio annuale, che è riservato ai giovani diplomati, laureandi e laureati campani, che realizzino ricerche, studi, tesi di laurea contenenti idee e proposte originali per lo sviluppo sociale, scientifico, culturale ed economico della Regione.

Con il coinvolgimento di imprese e istituzioni e soprattutto con il concorso di scuole e Università, il Premio selezionerà le proposte più innovative e ne promuoverà i potenziali sviluppi sia di ricerca che applicativi, coniugando però sempre il riconoscimento del merito e dell’eccellenza con l’indispensabile dovere di offrire condizioni e possibilità uguali per tutti.